Sto svolgendo il mio percorso di dottorato di ricerca presso l'Università Bocconi, dove ho ottenuto una borsa di studio di 4 anni a partire dal 2022. Il mio supervisore di dottorato è il professor Thomas Le Barbanchon. Sono supervisionato anche dai professori Tito Boeri e Giulia Giupponi. I miei campi di interesse includono l'economia del lavoro e la scienza delle finanze. Accanto alla mia attività di ricerca, svolgo attività di assistente alla didattica, per migliorare le mie competenze e contribuire alla formazione di una nuova generazione di economisti.
Did the Covid-19 hit harder in peripheral areas? The case of Italian municipalities, (2021), con Francesco Filippucci e Thomas Fletcher. Economics and Human Biology
La prima ondata della pandemia di Covid-19 ha avuto un impatto geograficamente eterogeneo anche all’interno delle regioni più colpite. Sfruttando una metodologia a triple differenze, emerge che in Italia il Covid-19 ha colpito relativamente di più le aree periferiche: l’eccesso di mortalità in tali aree è stato quasi doppio rispetto a quello delle aree centrali nel marzo 2020 (1,2 decessi aggiuntivi ogni 1.000 abitanti). Un ampio dataset a livello comunale viene utilizzato per esplorare i meccanismi alla base di questo gradiente. In primo luogo, si mostra che le caratteristiche socio-demografiche ed economiche a livello comunale sono fortemente collineari, rendendo difficile identificare relazioni causali basate su singole variabili. Mediante Analisi delle Componenti Principali, l’eccesso di mortalità viene modellato evidenziando come le aree con valori più elevati presentino livelli inferiori di reddito e istruzione, nuclei familiari più numerosi, minore incidenza del commercio e maggiore occupazione nell’industria, oltre a una popolazione più anziana. I risultati mettono in luce un marcato gradiente centro-periferia nella severità del Covid-19, di rilevante interesse anche dal punto di vista delle politiche pubbliche.
The Cost of Search before Job Loss
Presentazioni: 4th Milan PhD Economics Workshop, 15th fRDB Workshop, Labour Lunch (UZH), 18th UniTO-CCA Ph.D. Workshop in Economics, FoodForThought seminar (Bocconi University), Labour Lunch (UC Berkeley).
La ricerca precauzionale di un nuovo lavoro rappresenta un’importante forma di autoassicurazione contro la perdita dell’occupazione e le sue conseguenze. La letteratura esistente ha sottolineato il ruolo dell’informazione come determinante fondamentale di questo comportamento; tuttavia, una quota consistente di lavoratori continua a non cercare una nuova occupazione anche quando si aspetta che il proprio rapporto di lavoro termini. Questo lavoro studia se i costi associati alla ricerca di un nuovo impiego mentre si è ancora occupati possano contribuire a spiegare tale risposta incompleta.
Utilizzando i dati dell’Indagine francese sulle forze di lavoro, analizzo il comportamento di ricerca dei lavoratori nell’arco di un anno prima e dopo la cessazione del rapporto di lavoro. La ricerca aumenta nettamente al margine estensivo in prossimità della perdita del lavoro, passando da circa il 20 per cento negli ultimi mesi di occupazione a quasi il 70 per cento immediatamente dopo la separazione, mentre l’intensità della ricerca, condizionatamente all’essere attivi nella ricerca, varia in misura molto più contenuta. Gli ostacoli alla ricerca dichiarati dai lavoratori e l’evidenza complementare proveniente dai diari sull’uso del tempo indicano nei vincoli di tempo una spiegazione importante di questo andamento.
Sulla base di questi risultati, sviluppo e stimo un modello di ricerca del lavoro intorno alla cessazione del rapporto di lavoro, che incorpora un costo fisso di attivazione della ricerca, un costo marginale dello sforzo e la produttività della ricerca. Le stime indicano che, durante l’occupazione, i costi fissi e marginali della ricerca sono rispettivamente 4,2 e 4,6 volte più elevati, nonostante lo sforzo di ricerca sia anche 4,4 volte più produttivo. La ricerca precauzionale rimane quindi limitata non soltanto perché i lavoratori dispongono di informazioni incomplete, ma anche perché attivare la ricerca mentre si è ancora occupati comporta costi elevati.
Una versione preliminare della ricerca è disponibile su richiesta
Voluntary public pension contributions: evidence and some theory, con Luisa Opitz
Presentazioni: Public Finance lunch (UC Berkeley), IRLE seminar (UC Berkeley). Una versione preliminare della ricerca è disponibile su richiesta.
Questo progetto di ricerca studia una politica di contribuzione volontaria al sistema pensionistico pubblico tedesco, che consente ai lavoratori idonei di acquistare benefici pensionistici aggiuntivi al fine di compensare le penalizzazioni associate al pensionamento anticipato. Utilizzando dati amministrativi della German Pension Insurance relativi alle coorti di nascita 1955–1959, collegati a informazioni a livello di singola transazione sui versamenti contributivi, sfruttiamo questa politica come contesto di preferenze rivelate per studiare come gli individui valutano le rendite pensionistiche pubbliche. Documentiamo che l’opzione di contribuzione volontaria risulta finanziariamente conveniente sulla base di assunzioni standard: le stime di money’s worth sono generalmente superiori a uno e i tassi interni di rendimento impliciti risultano favorevoli rispetto ai prodotti di rendita offerti dal mercato privato. Ciononostante, l’adesione è molto bassa, attestandosi intorno all’uno per cento degli individui idonei. La partecipazione è fortemente selezionata: chi acquista contributi volontari ha redditi più elevati, livelli di istruzione più alti, migliori condizioni di salute e carriere contributive più solide rispetto a chi non li acquista. Questi risultati suggeriscono che la domanda sia influenzata da una combinazione di capacità finanziaria, informazione privata sulla longevità e frizioni comportamentali, quali la complessità della scelta e la limitata attenzione. Nel complesso, l’articolo evidenzia il valore dei margini di contribuzione volontaria per lo studio della domanda di rendite pubbliche, mostrando al tempo stesso che opzioni di assicurazione pubblica finanziariamente vantaggiose possono rimanere sottoutilizzate quando la partecipazione richiede scelte individuali attive e complesse.
Una versione preliminare della ricerca è disponibile su richiesta
Monopsony and bad jobs, con Tito Boeri, Alan Manning e Paolo Naticchioni. Progetto VisitInps.
Presentazioni: seminario INPS.
Concurrent elections and voting behaviour: evidence from an Italian referendum, (2021), con Enrico Cavallotti. BAFFI CAREFIN Centre Research Paper No. 2021-164.
Nel settembre 2020 in Italia si è tenuto un referendum costituzionale. Nelle stesse giornate elettorali molti comuni e alcune regioni hanno svolto anche elezioni comunali e regionali. Questa circostanza unica, determinata dall’imprevista crisi pandemica, viene sfruttata per ottenere una stima causale degli effetti della concomitanza di consultazioni elettorali sui risultati referendari. Quando il referendum si è sovrapposto alle elezioni comunali o regionali, si riscontra un effetto positivo sull’affluenza e sulla quota di schede bianche e nulle. Si osserva inoltre un effetto quantitativamente contenuto ma statisticamente significativo sulle preferenze espresse nel referendum. I risultati vengono interpretati attraverso l’applicazione del calculus of voting model, utilizzandone una versione leggermente modificata rispetto a quella maggiormente diffusa in letteratura. Le evidenze prodotte risultano rilevanti per la policy, sia in relazione alla promozione della partecipazione elettorale, sia rispetto alla riduzione dei costi organizzativi delle consultazioni.
Qui il working paper completo | Riassunto non tecnico | Slides
Meglio più a lungo? Evidenze dall’estensione dell’assicurazione contro la disoccupazione in Italia (2021), tesi di laurea magistrale, relatore prof. Thomas Le Barbanchon
La tesi analizza gli effetti dell’estensione della durata potenziale dell’indennità di disoccupazione introdotta in Italia nel 2015. Utilizzando dati amministrativi INPS e una strategia difference-in-differences basata sulle diverse variazioni del trattamento per fascia d’età, il lavoro mostra che due mesi aggiuntivi di copertura aumentano di circa 20 giorni il periodo trascorso percependo il sussidio e prolungano, più moderatamente, la non occupazione. Non emergono invece effetti significativi sulla qualità complessiva del nuovo impiego. Il costo diretto della misura per lo Stato è stimato in circa 42 milioni di euro.
L'Irpef tra criticità e prospettive di riforma (2018), tesi di laurea triennale, relatore prof. Stefano Toso
La tesi ricostruisce l’evoluzione dell’IRPEF dalla sua introduzione nel 1974 e analizza le principali criticità che ne hanno progressivamente indebolito coerenza, equità e trasparenza. L’attenzione si concentra sull’erosione della base imponibile, sulla proliferazione di deduzioni e detrazioni e sull’andamento irregolare delle aliquote marginali effettive. Il lavoro confronta infine le principali proposte di riforma, distinguendo tra interventi incrementali e soluzioni più radicali ispirate alla flat tax, valutandone i possibili effetti in termini di semplicità, redistribuzione e sostenibilità finanziaria.
Dentro e fuori Terni – Flussi di pendolarismo verso la provincia e oltre (2026), con Giuseppe Croce. IntermediaEdizioni. ISBN: 9791281496583. Qui maggiori informazioni.
Remote working, housing inequality and social mobility (2021), con Tito Boeri e Thomas Le Barbanchon, Policy Brief per il T20 summit del 2021. Qui maggiori informazioni.
Ci pensiamo noi, (2020), Tortuga, Egea Editore, ISBN: 9788823837669. Curatore e autore del Capitolo 5. Qui maggiori informazioni.
Attività di assistente alla didattica per i seguenti corsi:
Economia del lavoro - Magistrale (a.a. 2023-2024; 2024-2025; 2025-2026)
Scienza delle finanze - Triennale (a.a. 2024-2025;)
Metodi empirici per la ricerca e analisi dati - Triennale (a.a. 2024-2025; 2025-2026; 2026-2027)
Microeconomia - Triennale (a.a. 2025-2026; 2026-2027)
Labour Economics